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TITOLO XI

DISPOSIZIONI PENALI IN MATERIA DI SOCIETA' E DI CONSORZI

Capo I - Delle falsità

 

 

 

 

Articolo 2621

False comunicazioni sociali (1)

- Fuori dai casi previsti dall'art. 2622 , gli amministratori, i direttori generali, i dirigenti preposti alla redazione dei documenti contabili societari, i sindaci e i liquidatori, i quali, al fine di conseguire per sé o per altri un ingiusto profitto, nei bilanci, nelle relazioni o nelle altre comunicazioni sociali dirette ai soci o al pubblico, previste dalla legge, consapevolmente espongono fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero ovvero omettono fatti materiali rilevanti la cui comunicazione è imposta dalla legge sulla situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale la stessa appartiene, in modo concretamente idoneo ad indurre altri in errore, sono puniti con la pena della reclusione da uno a cinque anni. .

La stessa pena si applica anche se le falsità o le omissioni riguardano beni posseduti o amministrati dalla società per conto di terzi

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NOTE

(1)  Articolo così sostituito, da ultimo, dall' art. 11, l. 27 maggio 2015, n. 69

RATIO LEGIS: Il reato previsto dalla presente norma si distingue da quello di cui all'art. 2622 , in quanto nel primo sono punite le false comunicazioni dirette ai soci o al pubblico, nel secondo, quelle che provocano una diminuzione patrimoniale per i soci o i crediori.


NUOVO CODICE CIVILE
Reiscritto dal Decreto Legislativo 17 gennaio 2003, n. 6 (aggiornato con d. lgs 06/02/04, n. 37; d. lgs 28 dicembre 2004, n. 310 e Legge 28/12/2005, n. 262;d.lgs 4 agosto 2008, n. 142; legge 28 gennaio 2009; d.lgs. 29 novembre 2010, n. 224; L. 24 marzo 2012, n. 27; Decreto Legislativo 18 giugno 2012, n. 123; D.L. 24 giugno 2014, n. 91; d.lg. 18 agosto 2015 n. 139