Sarà un organismo reale dove non ci si limiterà a parlare a un'unica voce. Non arriva all'improvviso, ma è stato preceduto, negli anni, da molte esperienze concrete, così come testimonia l'attiva collaborazione comune. Già nel 1990 le tre centrali hanno scelto un modello comune di relazioni industriali da cui nascono 15 Ccnl e vari organismi bilaterali».
Altre esperienze concrete sono:
1) Cooperfidi Italia che ha unificato nove dei più grandi confidi della cooperazione;
2) i tre fondi di previdenza complementare negoziale (Cooperlavoro, Previcooper e Filcoop) che vedono un totale di oltre 130 mila iscritti per un patrimonio complessivo di oltre 800 milioni di euro;
3) Fon.Coop il fondo di formazione continua che mette a disposizione risorse per investire sulla formazione e il know how delle cooperative associate; 4) Cfi, una società finanziaria che ha come oggetto sociale la partecipazione temporanea al capitale di rischio; 5) i fondi integrativi sanitari negoziali (Coopersalute, Filcoop agricolo e Fasiv) che contano circa 110.000 iscritti; 6) Coopform Ente bilaterale della cooperazione che tratta le tematiche della formazione professionale e dell'ambiente, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
«L'Alleanza non cancella la storia, né mette in discussione l'identità e l'autonomia di nessuna delle tre centrali che restano distinte nella governance interna e nei patrimoni» precisano i tre presidenti.
Il funzionamento dell'Alleanza
I presidenti si riuniranno periodicamente e utilizzeranno due formule di partecipazione una con 24, l'altra con 90 dirigenti scelti dalle tre centrali. Sarà costantemente aggiornata l'agenda degli impegni comuni, definendo le priorità e le decisioni da assumere. I presidenti saranno affiancati da un gruppo di lavoro che si avvarrà di informazioni e di dati di natura economica e sociale, forniti dalle organizzazioni, utili per valutare l'andamento delle imprese cooperative aderenti, simulare impatti delle normative di riferimento ed elaborare proposte. È prevista anche la costituzione di singoli Tavoli specialistici, per i quali potranno essere nominati relativi portavoce unici.
L'Alleanza delle Cooperative Italiane produrrà un Rapporto annuale sulla cooperazione italiana che faccia chiarezza sugli aspetti qualitativi e quantitativi e metta a fuoco evoluzioni e tendenze del comparto. «Perché senza conoscenze dirette – precisano i tre presidenti – non c'è buona politica cooperativa. A noi interessa un'operazione verità».
Nel coordinamento saranno coinvolti anche gli organismi collegiali nazionali delle organizzazioni: formeranno l'Assemblea dell'Alleanza, che si riunirà almeno una volta all'anno per discutere le principali questioni ed azioni di interesse comune.
Roma 27 gennaio 2011 Nascita dell'Alleanza delle Cooperative Italiane
Sintesi della relazione di Luigi Marino, Presidente Confcooperative
Oggi partecipiamo ad un evento senza precedenti. Apriamo una fase nuova nella storia del movimento cooperativo italiano. Una storia che ha accompagnato, con un contributo di coesione e di sviluppo, tutti i 150 anni dello Stato unitario. Oggi variamo l'Alleanza delle Cooperative Italiane, un coordinamento stabile e definitivo tra le Associazioni, un piccolo passo per le tre centrali cooperative, ma un grande passo per la cooperazione italiana. |
La missione del nuovo Coordinamento è quella di dare fiducia e servizi alle famiglie, creare occupazione, specie giovanile, all'interno delle imprese cooperative e con la costituzione di nuove e moderne imprese, creare produttività e competitività, offrire iniziative sussidiarie, tecnologie sociali, infrastrutture di solidarietà ed una società che deve auto organizzare larghe quote di welfare.
L'incontro odierno punta a delineare un'agenda di obiettivi condivisi e di azioni comuni. Gli obiettivi che oggi assumiamo non devono diventare un elenco immutabile che si trasformerebbe in un'ingessatura. A mano, a mano, li dovremo aggiornare. Sappiamo tutti che le cooperative non pretendono – da noi dirigenti della loro Associazione- che facciamo miracoli, piuttosto si attendono che non ci arrendiamo mai nelle battaglie che contano. E non resteremo sulla difensiva, nè ci lasceremo chiudere in un angolo. La nostra forza è nel confronto a viso aperto , cercando il nuovo e il meglio, con una forte determinazione propositiva.
Sintesi dell'intervento di Giuliano Poletti, Presidente Legacoop
L'accordo che abbiamo sottoscritto oggi è, da un lato, il punto di arrivo di un percorso di collaborazione fra le nostre Centrali e, dall'altro, l'inizio di un viaggio comune.
Oggi dobbiamo fare i conti con una crisi pesante e dobbiamo trovare gli strumenti per affrontarla: l'Alleanza è appunto lo strumento per portare un contributo del mondo della cooperazione per far ripartire l'economia. Uno strumento per dare risposte ai bisogni pressanti di una società in difficoltà, alle fasce più deboli della popolazione e, in modo particolare, alle istanze del mondo giovanile che è il futuro del Paese.
La storia più che centenaria del movimento cooperativo ha conosciuto momenti di divergenza, difficoltà, errori, ma è una realtà alle nostre spalle. Quello che ci ha accomunato sempre è stata l'adesione ai valori fondanti, ai principi essenziali su cui si fondarono le origini delle cooperative e si fonda oggi l'Alleanza Internazionale delle Cooperative. E di qui che dobbiamo partire, guardando avanti, reinterpretando quei principi e quei valori in termini contemporanei, per cogliere bisogni ed opportunità, in una parola per contribuire, per la nostra parte, a ristabilire un clima di fiducia superando il peso delle paure che bloccano l'evoluzione dei soggetti sociali e la capacità di reagire, di crescere, di innovare.
La forma cooperativa è una grande opportunità nel quadro della pluralità delle forme di impresa, e occorre cooperare insieme per liberarla da quei vincoli che impediscono la piena espressione delle sue potenzialità. Le cooperative sono imprese di persone e non di capitali e, di conseguenza, misurano i risultati in termini diversi. Hanno la peculiarità di saper aggregare quei bisogni del tessuto sociale che altrimenti non troverebbero risposta sul mercato e di trasformare questa missione in attività economica e imprenditoriale capace di essere competitiva. D'altronde, essere imprese d'eccellenza è la condizione necessaria per essere buone cooperative.
La forma cooperativa è una delle basilari forme di democrazia, che non si esaurisce nell'espressione del voto, ma ha il suo fondamento sostanziale nella partecipazione responsabile dei cittadini alla vita della comunità.
La relazione di Luigi Marino, che condivido, ha saputo esprimere in sintesi i nostri pensieri, il nostro comune sentire su questi punti essenziali. L'Alleanza dovrà portare avanti una ampia battaglia culturale a livello nazionale ed europeo per dare forza, valore e incisività a questi principi. |